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HEGEL

  HEGEL 
Georg Wilhelm Friedrich Hegel nasce a Stoccarda nel 1770 e muore a Berlino nel 1831. E' stato un filosofo, accademico e poeta tedesco, considerato il rappresentante più significativo dell'idealismo tedesco. La filosofia hegeliana è stata definita come "idealismo assoluto"Oltre che dalla filosofia del suo tempo, La formazione intellettuale di Hegel è influenzata dalla filosofia del suo tempo e dallo studio della cultura e filosofia greca antica. Autori fondamentali per Hegel sono Eraclito, Platone e Aristotele. Ad esempio il "Parmenide" di Platone fornisce per Hegel l'esempio migliore di dialettica. Hegel critica Spinoza e il suo "l'Assoluto è sostanza" (che Schelling condivide) e afferma che "l'Assoluto è propriamente anche soggetto". Un grande debito Hegel lo ha anche nei confronti di Fichte (da cui riprende appunto i tre momenti dialettici di tesi, antitesi e sintesi) e in parte anche verso Schelling (per la filosofia della natura).

 LA  FENOMENOLOGIA  DELLO  SPIRITO 


Il termine “Fenomenologia” viene dal greco e significa “scienza di ciò che appare”. Con Spirito Hegel intende ”Assoluto”, ”Infinito”, chiamato anche “Ragione”, “Dio” o “Idea”. Nella sua opera “Fenomenologia dello spirito", Hegel descrive come tale infinito sia il risultato di un processo che si realizza con gradualità e che solo nell’uomo (spirito) acquista piena consapevolezza di sé.

Hegel con quest'opera ripercorre quindi la storia della cultura umana, in cui ciascun individuo può riconoscersi, mostrando un percorso diviso in “triadi dialettiche”, in cui il punto di arrivo di ciascuna triade costituisce quello di partenza della successiva. Ogni triade rappresenta una tappa, ha un proprio nome ed è suddivisa a sua volta in altre tre sotto-tappe. Le prime tre tappe sono: 
  • Coscienza: è secondo Hegel la prima tappa dello spirito ed è la forma base del rapporto dell’uomo con la realtà. Consiste quindi nella capacità dell'uomo di concepire l’esterno, il mondo.
  • Autocoscienzain questa tappal’oggetto viene percepito come non distaccato dal soggetto, Hegel abbandona l’ambito gnoseologico (conoscitivo) per una prospettiva storica che riguarda le più svariate esperienze umane (la società, la storia della filosofia, la religione). Questa parte contiene la dialettica servo-padrone.

Secondo Hegel lo sviluppo dell'autocoscienza dovrà per forza passare attraverso un momento di confronto/scontro con un’altra autocoscienza: l’uomo ha bisogno di altri uomini per potersi definire e acquisire coscienza di sé. Il riconoscimento di sé passa dunque attraverso un conflitto, e dunque attraverso la dialettica del servo-padrone. Secondo Hegel “colui che diventa padrone è colui che non ha avuto timore della morte”. Dunque, padrone è chi ha vinto il timore materiale con la superiorità spirituale: il rifiuto cioè di rendersi schiavi. Si assiste però ad un capovolgimento di ruoli: il servo diventa il vero padrone. Attraverso il lavoro lo schiavo impara a vincere i propri impulsi naturali e si autodisciplina.

Questo raggiungimento dell'autosufficienza e dell’autocoscienza, si ritrova nello stoicismo e scetticismo. Nel primo, il saggio si ritiene apparentemente libero dai condizionamenti del mondo esterno (come ricchezza e passioni) che però nella realtà rimangono immutati. Lo scettico, invece, sospende il suo giudizio sulla realtà e quindi "mette tra parentesi" il mondo esterno da cui si professa indipendente.

  • Ragionedefinita come “la certezza di essere ogni realtà”, ossia l’uomo, Egli dal Medioevo al Rinascimento ha acquisto la consapevolezza (ancora non completa) di essere il tutto.



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