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CARTESIO

 C A R T E S I O 

Renato Cartesio nasce a Descartes il 31 marzo 1596 e muore a Stoccolma l'11 febbraio 1650Da ragazzo studia presso i gesuiti e nel 1616 si laurea in diritto. Due anni dopo si arruola nell'esercito dei Paesi Bassi guidato dal protestante Maurizio di Nassau, si imbarca per la Danimarca e raggiunge la Germania. Passa l'inverno del 1619 in grande solitudine, studiando e meditando: sta cercando di definire il vero metodo della scienza per costruire un nuovo sapere. Tra il 1620 e il 1625, abbandonata la vita militare, compie numerosi viaggi soprattutto in Italia e in Francia. Dopodiché si stabilisce a Parigi, dove frequenta gli ambienti letterari e mondani e i circoli scientifici. Nel 1628 decide di gettare le basi di una nuova filosofia e si ritira nei Paesi Bassi, dove maggiore è la tolleranza verso le nuove teorie filosofiche e scientifiche. Pubblica a Leida tre saggi assieme a un'importante prefazione intitolata "Discorso sul metodo". Contemporaneamente ha un fitto scambio di lettere con studiosi di tutta Europa. Nel 1644 decide di scrivere "i Principi di filosofia": un intero corso di filosofia nel quale le sue idee vengono presentate sotto forma di tesi. La regina Cristina di Svezia, interessata alle sue idee, lo convince a intraprendere un viaggio in Svezia per darle lezioni. E' proprio a Stoccolma che muore nel 1650 per un'infreddatura.

afferma Cartesio, uno fra i principali fondatori della matematica della filosofia moderna. Egli diede vita al razionalismo continentale (una posizione filosofica dominante in Europa tra il XVII e il XVIII secoloestendendo la concezione razionalistica, precisa e certa, delle scienze matematiche a ogni aspetto del sapere. Tra i temi del suo insegnamento ci sono: il rifiuto del sapere tradizionale, la necessità di dare un nuovo metodo alla ricerca filosofica e scientifica prendendo come modello la matematica, infine la volontà di partire dall'uomo e dal suo pensiero per risolvere i problemi della certezza della conoscenza umana, dell'esistenza di Dio e dell'immortalità dell'anima.


Nel trattato incompiuto sul Mondo, Cartesio propone le sue ipotesi sulla struttura corpuscolare del mondo fisico: parla della natura della luce, della teoria dei vortici di materia eterea (al centro dei quali ruoterebbero stelle e pianeti), espone le leggi del moto 
(tra cui la legge d'inerzia), la sua fisiologia, anatomia e psicologia. Le sue spiegazioni sono rigorosamente meccanicistiche: tutti i fenomeni fisici, biologici e psicologici sono conseguenze del moto di corpuscoli (particelle di materia, dalle forme e grandezze diverse), originati da Dio ma sottoposti a leggi meccaniche immutabili. 

Il percorso metafisico (affrontato nel "Discorso sul metodo" e nelle "Meditazioni sulla filosofia prima") rifiuta invece tutte le conoscenze acquisite. Secondo Cartesio l'uomo è ingannato dai propri sensi e da geni maligni (spiriti molto più potenti dell'uomo). Questo continuo dubitare ricorda all'uomo di essere portatore di un pensiero e perciò esiste, in quanto entità spirituale che pensa ("Cogito, ergo sum", ossia "Dubito, dunque esisto"). È a partire da questo pensiero che Cartesio inizia la ricostruzione del sapere, affermando la precedenza della sostanza pensante (l'anima) su quella estesa (il corpo): "so di pensare prima di sapere di avere un corpo fisico esteso".





















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